IL RISTORANTE

Il ristorante offre svariate opzioni: dal menù degustazione, costruito su misura dai nostri cuochi, al menù alla carta che, invece, lascia all’ospite il gusto di scegliere le sue pietanze preferite.

Poi ci sono i menù personalizzati, per feste, matrimoni, eventi o per ogni altra occasione importante che richiede una cura del banchetto specifica.

D'estate si cena all'aperto negli atrii che un tempo ospitavano gli animali da cortile. Gli spazi attrezzati sono "l'atrio a tigli", "l'atrio a pini" e "l'atrio a prato".

Nelle stagioni fredde si mangia all’interno, in stanze con i camini accesi.

Utilizziamo per i prodotti della gastronomia aziendale materie prime, in varianti stagionali, ottenute da noi o acquistate da aziende agricole non distanti dalla nostra.

Prepariamo anche gustosi piatti vegetariani e per celiaci.

FILOSOFIA IN CUCINA

La cucina riveste un ruolo fondamentale per l’uomo moderno: momento di ritrovo intimo tra persone desiderose di comunicare mentre assaporano con gusto pietanze deliziose.

E’ su queste basi che si fonda la cucina di Tenuta Sant’Andrea dove Tullia (responsabile delle scelte ai fornelli) ha da sempre tentato di far riaffiorare agli amici ospiti il gusto vero del banchetto; lo fa preparando ricette tradizionali tipiche del Salento e dell’intero bacino del mediterraneo rivisitandole, a volte, con tocchi originali; ci mette il desiderio di vedere chiacchierare i commensali come quando ci si trova a casa la domenica e ci si vuole godere famiglia, amici e parenti.

Le pietanze lavorate in cucina nascono negli orti aziendali o  nelle campagne circostanti la struttura agrituristica così che i profumi delle stagioni si insinuano delicatamente sulle tavole apparecchiate. 

Con questa filosofia Tullia ha raccolto le ricette in un prezioso libro intitolato “La cucina di Tullia” ed edito da Botanica Ornamentale Ediz.


La Cucina di Tullia

 Il libro di Tullia De Donno Cezzi contiene 168 ricette della tradizione familiare salentina: antipasti, stuzzichini, salsine, primi piatti, secondi piatti, contorni, verdure, frutti, accompagnamenti, pizze, focacce, torte salate, dolci, dolcini, biscotti, marmellate, gelati, leccornie, bevande, aperitivi, digestivi e altre cose da bere, raccolti in una straordinaria biografia dei sapori. 

In premessa Tullia De Donno Cezzi scrive: "... quello che state leggendo non è propriamente un libro di ricette, ma quasi un diario di gusti, una specie di biografia dei sapori, odori e colori nella vita di chi scrive. ..."

Dalla prefazione di Paolo Massobrio: "...Far da mangiare per un altro, aprire una bottiglia di vino, quella bottiglia, è un atto di partecipazione alla vita, che fa parte del nostro Dna: l'alimento ci dà la vita, ma il piatto buono ci dà la felicità che è un fattore di mistero dell'esistenza, quasi un punto di fuga. Io credo che non possa esserci comunità, familiare ma anche monastica, senza questa tensione al gusto, che rimane pur sempre un dono. ..." 

Dall'introduzione "C'era una volta l'odore..." di Fernando Cezzi: " ... Poi, come natura vuole, finì anche il tempo della Signora, ma non il tempo della sua civiltà familiare e culinaria, che tutti i suoi eredi conservano ancora nei propri ricordi, nel lessico culinario delle rispettive famiglie. Ed è soprattutto da tale "eredità", sulle tracce di una memoria commossa e gioiosa, che è nato questo libro. ..."

     È la storia di cucina di una famiglia che vive da generazioni nel Salento: terra di sole e di mare, con colori luminosissimi e intensi, dove mare e campagna, l’azzurro e il verde degli ulivi frammisti al bianco delle rocce si fondono a perdita d’occhio; dove la tramontana spazza le scogliere e lo scirocco carico di umidità rende tutti i colori più morbidi. 

     Nel Salento dei piccoli paesi e della campagna il tempo scorre lento, scandito ancora dalle attività contadine: la raccolta delle olive, la vendemmia, la mietitura, il fumo dei campi e la polvere che si alza in estate quando il vento soffia e le piogge si fanno attendere per mesi. 

     In questa terra così varia, forte e dolce allo stesso tempo, in una azienda tra Otranto e l’entroterra, Tenuta sant’Andrea, si realizzano i piatti di questo libro, un atto d’amore verso il Salento e la sua gente.