AGRITURISMO A MURO LECCESE

RISTORANTE tipico salentino

Il ristorante offre svariate opzioni: dal menù degustazione, costruito su misura dai nostri cuochi, al menù alla carta che, invece, lascia all’ospite il gusto di scegliere le sue pietanze preferite.

Poi ci sono i menù personalizzati, per feste, matrimoni, eventi o per ogni altra occasione importante che richiede una cura del banchetto specifica.

D'estate si cena all'aperto negli atrii che un tempo ospitavano gli animali da cortile. Gli spazi attrezzati sono "l'atrio a tigli", "l'atrio a pini" e "l'atrio a prato".

Nelle stagioni fredde si mangia all’interno, in stanze con i camini accesi.

Utilizziamo per i prodotti della gastronomia aziendale materie prime, in varianti stagionali, ottenute da noi o acquistate da aziende agricole non distanti dalla nostra.

Prepariamo anche gustosi piatti vegetariani e per celiaci.


Il ristorante è al centro del Salento e si raggiunge facilmente da Otranto (10 minuti) e da Lecce (25 minuti)


chiama

+39 329 61 56 854



FILOSOFIA IN CUCINA

La cucina riveste un ruolo fondamentale per l’uomo moderno: momento di ritrovo intimo tra persone desiderose di comunicare mentre assaporano con gusto pietanze deliziose.

E’ su queste basi che si fonda la cucina di Tenuta Sant’Andrea dove Tullia (responsabile delle scelte ai fornelli) ha da sempre tentato di far riaffiorare agli amici ospiti il gusto vero del banchetto; lo fa preparando ricette tradizionali tipiche del Salento e dell’intero bacino del mediterraneo rivisitandole, a volte, con tocchi originali; ci mette il desiderio di vedere chiacchierare i commensali come quando ci si trova a casa la domenica e ci si vuole godere famiglia, amici e parenti.

Le pietanze lavorate in cucina nascono negli orti aziendali o  nelle campagne circostanti la struttura agrituristica così che i profumi delle stagioni si insinuano delicatamente sulle tavole apparecchiate. 

Con questa filosofia Tullia ha raccolto le ricette in un prezioso libro intitolato “La cucina di Tullia” ed edito da Botanica Ornamentale Ediz.


San Martino - 11 novembre

Menù di san MArtino

info: +39.3296156854


La storia di San Martino

In questi giorni iniziano le ricorrenze per la festa di San Martino.

Ma, chi era costui?

Era vescovo di Tours nel IV secolo, uno dei santi più celebri fin dal Medioevo perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell'Europa.

Nato nel 316, aveva il destino già segnato: fare il soldato come suo padre che lo chiamò Martino in onore del dio della guerra Marte.

Durante una ronda avvenne l'episodio che gli cambiò la vita (e che ancora oggi è quello più ricordato e più usato dall'iconografia). Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo. 

Non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare. Udì Gesù dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. 

Il futuro vescovo passò quasi venti anni nell’esercito e, dopo aver ricevuto il battesimo decise di congedarsi per divenire monaco. Fu poi ordinato diacono e infine prete. Viaggiò a lungo predicando il cristianesimo, convertì i pagani errando per terre lontane finché un giorno si fermò in Francia, nei pressi di Poitiers, dove fondò un monastero. La sua popolarità crebbe di giorno in giorno sicché, per volontà popolare e perché potesse continuare con maggiore efficacia la propria opera di evangelizzazione, Martino venne ordinato vescovo di Tours.

Il santo viene celebrato il giorno 11 novembre, anniversario del suo funerale svoltosi a Tours in questo giorno.

Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino.

In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta estate di san Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, all'inizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari.

L'11 novembre è simbolicamente associato alla maturazione del vino nuovo (da qui il proverbio "A San Martino ogni mosto diventa vino") ed è un'occasione di ritrovo e festeggiamenti nei quali si brinda, appunto, stappando il vino appena maturato e accompagnato da castagne o caldarroste.

Coincide con la fine dell'annata agraria; in campagna un tempo ci si riposava e ci si dedicava alla cura della stalle, degli animali e delle botti che dovevano essere svuotate per fare spazio al vino nuovo.

Questa ricorrenza ha quindi una doppia valenza, religiosa e popolare; testimonia lo stretto legame che esiste tra la natura ed il mondo dei contadini.

Nel Salento l'11 novembre è una giornata molto importante. Ci si riunisce tra amici, ci si organizza con molto anticipo e si mangiano pittule, salsiccia, spiedini, 'mbruscatizzi (gnumareddhi), castagne e poi tanto, tanto vino!

L'allegria è protagonsita!!!

La tradizione vuole che per la sera di San Martino si acquisti il vino nuovo. Attenzione però!!! Il vino nuovo nulla ha a che vedere con il vino novello.

Vino nuovo o vino novello?

Ma il vino nuovo o il vino novello sono la stessa cosa?

Spesso si crea molta confusione. È bene chiarire!

Il vino nuovo è il vino che, concluse le varie fasi di vinificazione, è in attesa di essere imbottigliato.

Il vino novello, invece, è il prodotto di uve sottoposte a una particolare tecnica di vinificazione chiamata macerazione carbonica. Semplificando, i grappoli interi di uva (non diraspati) sono posti in vasche da 50/70 hl, nelle quali, dopo aver creato un vuoto d’aria, viene immessa anidride carbonica; l’uva rimane nei maceratori dai sette ai 10 giorni. In questo periodo si sviluppano molti processi chimici tra cui la trasformazione di una parte dello zucchero in alcool in assenza di lieviti, il passaggio di colore dalla buccia alla polpa, la formazione dei profumi che caratterizzano il vino. La massa viene poi pressata e avviata alla fermentazione naturale. Il vino ottenuto, a cui si aggiunge una piccola percentuale di anidride solforosa, viene filtrato e imbottigliato.

Le cantine del Salento leccese lo producono sapendo bene che il novello non è un vino che può essere conservato per molto tempo a causa della mancanza di macerazione sulle bucce.


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Menù domenica 7 marzo


Antipasti

Antipasto rustico di Sant'Andrea

 

Primo (a scelta)

Orecchiette alle cime di rapa, filetto di acciughe e scaglie di pecorino

Crespelle salate con formaggi locali, radicchio e spinaci dell'Orto

 

Secondo

Bombette pugliesi grigliate con finocchi all'olio Evo. 

 

Dolce

Tortino al cioccolato con fragole saltate al limoncello. 


€ 28,00 (acqua e vino inclusi)

 

Info e prenotazione

+39.329.6156854

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Pranzo di Santa Lucia

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Per la prenotazione di eventi, salvo diversa espressa indicazione da parte dell'agriturismo, si osservano le condizioni legali in calce alla pagina.